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Il mio approccio terapeutico

 

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Lo studio dell’ Analisi Transazionale (TA) rappresenta per me il senso a ciò che noi, come esseri umani, facciamo e il modo in cui viviamo la nostra vita, rendendo comprensibili le complesse transazioni interpersonali.

Eric Berne, fondatore del TA, era uno studioso innovativo e creativo che ha riunito alcune delle idee più efficaci nel campo del counseling e della psicoterapia (analitica, cognitivo-comportamentale, sociale, fenomenologica) in una struttura teorico-pratica semplice e allo stesso tempo potente. Di formazione psicoanalitica, Berne sposa i valori del movimento umanistico, nella convinzione che il cambiamento è possibile e che gli esseri umani hanno una naturale aspirazione ad assumersi la respons-abilità a vivere in armonia con se stessi e gli altri. Egli ha utilizzato concetti, linguaggio e metodi, difficilmente comprensibili, per sviluppare teorie di comprensione immediata circa la complessità della nostra psiche.

Una delle innovazioni portate da Berne è stato il “contratto terapeutico”, mediante il quale il terapeuta invita i suoi clienti a scegliere i propri obiettivi e a concordare con lui un piano di trattamento. La ricerca ha dimostrato che tale accordo è uno dei fattori fondamentali per una psicoterapia efficace.

La ricerca in psicoterapia avalla molti dei principali concetti del TA di Berne.

Il TA è un approccio integrato e la sua forza è la versatilità; può essere utilizzato come un trattamento a breve termine, un intervento cognitivo-comportamentale che aiuta a regolare il funzionamento sociale, una psicoterapia profonda che può portare al cambiamento trasformazionale.

Negli ultimi anni gli analisti transazionali hanno sviluppato e ampliato l’approccio originario, rendendo il TA un approccio creativo ed efficace per lavorare con i singoli, le coppie, i gruppi, la comunità.

Nella mia qualifica di Analista Transazionale (CTA) riconosciuto da EATA (Associazione Europea di Analisi Transazionale) e ITAA (International Transactional Analysis Association), uso il metodo contrattuale (“Un accordo bilaterale ad un corso ben definito di azione “- Berne, ’66), che è la responsabilità congiunta, da parte del mio cliente e di me stessa come suo terapeuta, verso gli obiettivi da raggiungere, quale principio guida nella relazione terapeutica. Dal momento che entrambi prendiamo parte al processo di cambiamento (il cliente non lavora da solo), è importante che ognuno di noi sia a conoscenza del modo in cui ci “dividiamo i compiti”. Si tratta di una dichiarazione di responsabilità di ciascuna parte: il cliente dice quello che lui/lei vuole cambiare e io confermo di essere disposta a lavorare con lui/lei in questo percorso, utilizzando il meglio delle mie capacità professionali.

Rivolgo molta attenzione alla formulazione del piano di trattamento, con particolare riferimento al concetto di fasi strategiche del processo terapeutico. Ad ogni passo, considero con il mio cliente quali sono gli obiettivi da raggiungere e decido quale atteggiamento assumere con lui/lei.

Con la creazione da parte mia di un clima di “ascolto attivo” dove ci sono: empatia, rispetto, sostegno e incoraggiamento, posso utilizzare un prezioso strumento supplementare per promuovere la crescita e il cambiamento personale del mio cliente e migliorare la qualità delle sue relazioni.

Promuovo attivamente il “cambiamento”, che è la capacità del cliente di prendere una “ridecisione” e applicarla alle situazioni che sta vivendo.

Concordo pienamente con l’assunto di base circa i rispettivi ruoli di terapeuta e cliente in una situazione alla pari, dove mi alleo con lui/lei nel suo processo di cambiamento e nel pieno rispetto di ciò che lui/lei desidera per sè.

Come Analista Transazionale, seguo la filosofia di base seconda cui: Io sono OK – Tu sei OK che riflette una convinzione fondamentale dell’ OKness individuale e l’importanza del rapporto. Sono quindi d’accordo con i principi di Berne secondo cui:

  • Tutti possono cambiare,
  • Le persone sono responsabili della propria vita,
  • Ognuno nasce “OK”.

Pertanto, riconosco il cliente come una persona di valore e degno di rispetto, in grado di riflettere e decidere la direzione in cui muoversi nel suo processo di cambiamento e di essere responsabile delle proprie scelte di vita. In questa prospettiva, la relazione terapeutica si caratterizza per la cooperazione e la corresponsabilità.

Investo nella mia crescita personale e professionale al fine di mantenermi costantemente aggiornata.

La mia supervisione periodica è sempre un’esperienza estremamente stimolante per me; la considerando uno strumento essenziale per verificare: il mio lavoro a livello “Adulto”, il mio intervento terapeutico, le strategie terapeutiche e le tecniche da me scelte a seconda del caso specifico per accompagnare al meglio il mio cliente verso la soluzione del suo problema e raggiungere così l’obiettivo concordato nel nostro contratto terapeutico.